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Capitolo Ventiquattro. La crisi dell'impero asburgico. L'espansionismo
e l'assolutismo dell'impero zarista.


Paragrafo  1  . L'impero austriaco dalla restaurazione del  1848  alle

prime incrinature.

     
Dopo  le  rivoluzioni  del  1848, il governo imperiale,  fiancheggiato
dalla  classe dominante formata quasi esclusivamente dall'aristocrazia
terriera,  cerc di consolidare il proprio potere; la  sua  azione  fu
per ostacolata dal movimento liberale e dalle nazionalit oppresse.
     I   liberali,   indeboliti   dal  fallimento   delle   iniziative
rivoluzionarie  del  1848  e  dalla  successiva  repressione,  avevano
infatti  ripreso lentamente vigore, grazie anche alla sia pur  ridotta
crescita       della      borghesia,      determinata       dall'avvio
dell'industrializzazione.  Essi chiedevano  una  liberalizzazione  del
sistema  politico e l'adozione di misure che favorissero  lo  sviluppo
dell'industria e del commercio.
     La  minaccia  pi  grave  alla  solidit  del  governo  imperiale
proveniva dalle nazionalit oppresse; esse impensierivano per il  loro
numero,  per  la continuit e l'intensit della pressione  esercitata,
per  il  sostegno  ad  esse offerto da parte di  altri  stati  europei
interessati all'indebolimento dell'impero austriaco.
     Per  tutti gli anni Cinquanta, il governo riusc nel suo  intento
conservatore,  attraverso  l'adozione  di  misure  tese  a  rafforzare
l'esecutivo  e  a  ridurre il peso e la pericolosit dell'opposizione.
Venne  abolita  la  Costituzione;  le  cariche  pi  importanti  nella
burocrazia  e  nell'esercito  furono  assegnate  ad  aristocratici  di
nazionalit  austriaca; vennero ampliati i poteri  della  polizia;  la
libert  di stampa fu sottoposta a forti limitazioni; la Chiesa  torn
ad  esercitare  un  ruolo dominante nell'istruzione giovanile;  furono
adottate  misure  in  favore dello sviluppo industriale,  in  modo  da
attenuare l'opposizione della borghesia liberale.
     Nel  1859, la stabilit dell'impero asburgico ricevette  per  un
primo
     
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     grave  colpo; la sconfitta subita nella guerra contro il Piemonte
e  la Francia, infatti, caus la perdita della Lombardia, che era  una
fra  le  zone economicamente pi avanzate, e mise in crisi l'esercito,
una  delle istituzioni sulle quali si fondava il prestigio del governo
imperiale.
     Per  fronteggiare la difficile situazione, l'imperatore Francesco
Giuseppe   var   alcune  riforme,  tendenti   ad   ampliare,   almeno
formalmente,  la partecipazione politica: quella pi significativa  fu
la  concessione di un parlamento. Questo, per, ricalcando il  modello
prussiano,  era  privo  del  potere legislativo  e  di  controllo  sul
governo,  per  cui  l'opposizione, specialmente quella  della  potente
nazionalit ungherese, rimase forte e decisa.
